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Amianto & FAV

analisi chimiche fibre amianto - White Lab

Con i Laboratori White Lab potrai eseguire tutte le attività di censimento, campionamento e analisi accreditate previste dalle normative vigenti in materia di Amianto e Fibre Artificiali Vetrose (FAV) sia per il settore privato che per il settore pubblico.

I Laboratori White Lab sono compresi nella lista dei laboratori in possesso dei requisiti minimi e quindi qualificati per le attività di analisi inerenti all’amianto dal Ministero della Salute.

L’amianto (o asbesto) è un materiale fibroso, costituito da fibre minerali naturali appartenenti ai silicati e alle serie mineralogiche del serpentino (crisotilo o amianto bianco) e degli anfiboli (crocidolite o amianto blu).

L'amianto ha trovato un vasto impiego particolarmente come isolante o coibente e, secondariamente, come materiale di rinforzo e supporto per altri manufatti sintetici (mezzi di protezione e tute resistenti al calore).

Attualmente l’impiego è proibito per legge, tuttavia la liberazione di fibre di amianto da elementi strutturali preesistenti, all'interno degli edifici può avvenire per lento deterioramento di materiali che lo contengono oppure per danneggiamento diretto degli stessi da parte degli occupanti o per interventi di manutenzione.

L’amianto di solito si ritrova in forma compatta, inglobato in una matrice cementizia (cemento-amianto in copertura, canne fumarie etc.) o in altre matrici (pavimenti in linoleum, pareti, pannelli etc.), ma è possibile trovarlo anche in forma friabile, più pericolosa, nel caso di utilizzo come insonorizzante o isolante in controsoffitti e/o pareti.

La liberazione di fibre di amianto all’interno degli edifici, dove è presente, può avvenire per lento deterioramento dei materiali costitutivi (isolanti o coibenti), per danneggiamento diretto degli stessi da parte degli occupanti o per interventi di manutenzione inappropriata.

La presenza delle fibre di amianto nell’ ambiente comporta inevitabilmente dei danni a carico della salute, anche in presenza di pochi elementi fibrosi.

Una volta inalate, le fibre si possono depositare all’interno delle vie aeree e nelle cellule polmonari. Le fibre che si sono depositate nelle parti più profonde del polmone possono rimanervi per diversi anni, anche per tutta la vita e possono comportare l’insorgenza di malattie come l’ asbestosi, il mesotelioma e il tumore dei polmoni.

In Italia con la Legge n. 257 del 1992 ne è stata bandita la produzione e la vendita, sono state definite le procedure di dismissione delle attività di estrazione e lavorazione dell'asbesto e sono stati sanciti benefici da destinare ai lavoratori esposti all’amianto.

In seguito al divieto d’uso dell’amianto si è maggiormente diffuso l’utilizzo delle fibre artificiali vetrose (FAV o MMVF o SVF): fibre inorganiche a struttura amorfa, stabili chimicamente e fisicamente, resistenti alle condizioni ambientali e ai microrganismi, non infiammabili, con proprietà dielettriche e di isolamento termico e acustico.

I criteri di classificazione delle FAV per l’attribuzione di “ cancerogeno” tengono conto del contenuto in ossidi alcalini e alcalino-terrosi, del diametro medio geometrico pesato sulla lunghezza e della biopersistenza della fibra.

Secondo i principi previsti nell’Allegato VI del Regolamento (CE) n. 1272/2008 (CLP), le FAV sono classificate in: lane minerali (con contenuto in ossidi alcalini e alcalino-terrosi superiore al 18% in peso) e fibre ceramiche refrattarie (con contenuto in ossidi alcalini e alcalino-terrosi inferiore al 18% in peso). Le fibre sono esonerate dalla classificazione di cancerogenicità se presentano un diametro geometrico medio ponderato sulla lunghezza meno due errori geometrici standard (DLG-2ES) superiore a 6 μm (Nota R). Inoltre la classificazione come “cancerogeno” non si applica per quelle fibre per cui è possibile dimostrare che hanno bassa biopersistenza (Nota Q).

La Direttiva (UE) 2017/2398 del Parlamento Europeo e del Consiglio, apportando modifiche alla Direttiva 2004/37/CE sulla protezione dei lavoratori esposti ad agenti cancerogeni e mutageni, definisce il nuovo valore limite per le FCR (Fibre Ceramiche Refrattarie) pari a 0,3 f/ cm3.

Un team altamente qualificato e costantemente aggiornato e tecnologie avanzate consentono di supportare i clienti con servizi integrati di consulenza, censimento, campionamento e analisi di Amianto e Fibre Artificiali Vetrose (FAV).

Scopri la gamma di analisi

Matrici di riferimento
  • Aria
  • Acqua
  • Suoli
  • Terre e rocce da scavo
  • Pietre naturali
  • Materiali refrattari
  • Materiali da costruzione
  • Pietrisco ferroviario (ballast)
  • Rifiuti da costruzione e demolizione
  • Rifiuti solidi
  • Rifiuti liquidi
Metodiche previste dal Decreto Ministeriale 14 maggio 1996
  •  MOCF - Microscopia Ottica di Contrasto di Fase
  •  MOLP - Microscopia a Luce Polarizzata
  •  SEM/EDS - Microscopia Elettronica a Scansione con Microanalisi
  •  FT-IR - Spettroscopia Infrarossa con trasformata di Fourier
  • XRD – Diffrattometria a Raggi X
Servizi in materia di FAV
  • Ricerca e quantificazione delle fibre di amianto nei materiali, terreni e rifiuti (con riconoscimento della specie mineralogica) mediante microscopia elettronica a scansione (SEM-EDS), spettrometria infrarossa (FTIR) e diffrattometria a Raggi X (XRD) in conformità al DM 06/09/1994 - Allegato 1

  • Ricerca e quantificazione delle fibre di amianto in aria mediante microscopia elettronica a scansione (SEM-EDS) e microscopia ottica in contrasto di fase (MOCF) in conformità al DM 06/09/1994 - Allegato 2

  • Ricerca e quantificazione delle fibre di amianto in acqua mediante microscopia elettronica a scansione (SEM-EDS), con metodo ISS.EAA.000 dell’Istituto Superiore Sanità

  • Classificazione delle Fibre Artificiali Vetrose (FAV) in conformità alle Linee Guida del Ministero della Sanità, con indicazione della classe di pericolosità

  • Ricerca e quantificazione delle Lane Minerali (LM) e delle Fibre Ceramiche Refrattarie (FCR) nei materiali, terreni e rifiuti, mediante microscopia elettronica a scansione (SEM-EDS)

  • Ricerca e quantificazione delle Fibre Ceramiche Refrattarie (FCR) in aria, mediante microscopia elettronica a scansione (SEM-EDS)

  • Censimenti e mappature dell’amianto in conformità alla UNI 11870 “Materiali contenenti amianto. Criteri e metodi per l’individuazione e il censimento nelle strutture edilizie, nelle macchine e negli impianti

  • Valutazione dello stato di conservazione delle coperture in cemento-amianto e valutazione del rischio

  • Responsabile controllo e coordinamento attività manutentive materiali contenenti amianto e redattore piani manutenzione e controllo in conformità al DM 06/09/1994
Ulteriori normative di riferimento
  •  D.M. 06/09/1994: normative e metodologie tecniche per la valutazione del rischio, il controllo, la manutenzione e la bonifica di materiali contenenti amianto presenti nelle strutture edilizie
  •  D.M. 14/05/1996: normative e metodologie tecniche per gli interventi di bonifica, ivi compresi quelli per rendere innocuo l'amianto
  •  D.M. 20/08/1999: ampliamento delle normative e delle metodologie tecniche per gli interventi di bonifica, ivi compresi quelli per rendere innocuo l’amianto

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